17 ago 2020

Su Gorropu

 Il canyon più profondo d’Europa, scavato dal Rio Flumineddu, con pareti che si innalzano fino a 500 metri. Uno spettacolo indicibile.

Da tre anni i nostri avventurieri facevano la corte alla gola di Su Gorropu, sempre troppo lontana dai vari campi base.

Quest’anno siamo in zona. Gorropu, arriviamo.

Tutto pronto dalla sera prima, Marito col suo zaino da astronauta stracolmo di attrezzatura fotografica, nonostante la guida si fosse raccomandata di portare esclusivamente cibo e acqua e Lei con taralli e panini e l’immancabile sciarpetta, perché oggi si va in montagna.

Partono spediti, aggressivi e Lei tra un discorso e l’altro esordisce con: “amore, hai il portafogli.” Cazzo, il portafogli....Marito inchioda. La perfetta organizzazione degli zaini viene rivoltata sul sedile per l’ispezione...siiii....il portafogli c’è e in effetti di lì a poco verrà esibito all’immancabile posto di blocco che pizzica i due avventurieri per controlli di routine.

Si riparte, curve, curve, curve, curve, curve, curve,curve, curve, curve....sbadiglio....curve, curve....amore ne mancano solo 5....4...3...2..1....arrivati al campo base Gorropu.

Parcheggiato Geronimo (ribattezzato il pandino), tutti su una jeep di quelle cazzutissime, e via su sentieri sterrati, in pendenza e a strapiombo.Curve è ancora curve e finalmente si scende al punto di sosta dove la guida ci dice che siamo liberi ( di perderci e morire?), tanto basta seguire il sentiero segnato con le fascette bianche e rosse. Si inizia!!!! 2,8 km di camminata tra natura selvaggia, sentieri, letti di torrenti, caldo, ombra, silenzio, noi....bellissimo.

All’arrivo, lo spettacolo. Rocce immense e un ruscello che forma piscine naturali.

Le scarpe volano e i piedi finiscono nelle piscine che diventano gaiser, tanto erano bollenti i piedi.

Ritroviamo la guida che ci dice: pronti per la visita? Cheeee? Perché finora cosa é stato?

Istruzioni veloci e precise: non camminare sui pietroni per non scivolare, seguire il segno verde, non gridare per non spaventare gli animali, reggersi. Via!!!!

Percorso tortuoso, Lei sembra una capra calmante e lui .....lui scatta e mette in sicurezza prima la Nikon e poi la moglie. Passaggio strettissimo, una corda per aiutarsi e Lei assume la posizione da caciotta. Bloccata a mezza altezza....niente spinta dalle gambe...situazione pietosa ma lo spirito sardo si attiva e si passa. Ci si arrampica, si striscia sul sedere, si fa leva sulle braccia. Marito indica una parete verticale: “dobbiamo passare di là “. Cheeee???? Lui ride, scherzetto. Lei medita vendetta.

Si arriva in fondo alla gola. Naso all’insù...spettacolo. Foto che non racconteranno mai la bellezza reale.

Una roccia che stilla gocce d’acqua....é meraviglia pura.

Ci sediamo, persi in tanta bellezza. 

Felici e impolverati. 18 km percorsi a piedi!!!!








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