Oggi abbiamo fatto e vissuto una delle tappe più impegnative e belle della Sardegna. La famosa Cala Goloritzé, ambita da molti turisti è considerata tra le più belle del Mondo. Per accedere a tale Paradiso i nostri eroi avevano solo una possibilità: affrontare i 4 km di sentiero con 500 metri di dislivello. Fino all’anno scorso era possibile accedere alla caletta anche via barca, ma quest’annno l’attracco non è più possibile per problemi tecnici.
Quindi unica strada per il Paradiso è intraprendere il percorso via terra, impegnativo ma non troppo.
Primo ostacolo:la prenotazione. Solo 250 persone al giorno, bisogna prenotare tramite una App il numero di persone e l’orario di permanenza. Permanenza che inizia dalle ore 7:30 e finisce alle ore 18:00. Alle 18 tutti a casa categoricamente. Per poter essere tra i 250 ci siamo alzati alle 2:00 di mattina e abbiamo prenotato due posti per marito e moglie, Primo ostacolo fatto.
Secondo ostacolo: non avevamo le scarpe adatte per intraprendere la scalinata per il Paradiso. Giri su giri in questi giorni per trovare qualcosa di accettabile sia dal punto di vista tecnico che economico. Secondo ostacolo fatto.
Terzo ostacolo: chi prima arriva, prima alloggia. In soldoni, se arrivi tardi rimarrai tutta la giornata sotto il sole della Sardegna a cuocere a fuoco veloce. Per essere tra i primi ci siamo alzati alle 5 e fatto colazione nel buio e silenzio di Porto Fraili, bello. 45 minuti per arrivare al punto di parcheggio. Marito tira le corde del vecchio Geronimo che con passo arzillo si mangiò tornanti e curve a gomito con tranquillità. Meno tranquilla era moglie che iniziava a sentire i primi disturbi della guida super sportiva del duo marito/Geronimo. Ostacolo superato. Arriviamo prima delle ore 7. Ci accolgono una famiglia di maiali sardi. Buon presagio? Vedremo.
Quando ostacolo: arrivare alla caletta. 4 km come dicevamo sopra. In media 1 ora di tragitto. I nostri stambecchi pugliesi in un ora riescono a percorrere il tragitto impervio. Per fortuna che siamo partiti alle 7:30, quindi in ombra e con una temperatura fresca.
Passo la palla a moglie per la seconda parte dell’avventura.
La spiaggia é un Paradiso, restiamo senza fiato per tanta bellezza e per tanto sforzo fisico. In spiaggia ci sono tre capre selvatiche che si contendono il posto migliore, ma Marito è più veloce a piazzare l’ombrellone. Giornata da sogno, tra acque cristalline e pesci che nuotavano con noi.
Lei ormai ha attivato lo scatto automatico e ha ripreso ogni angolo della Cala.
Dopo l’ormai consueto pisolini sulla spiaggia, i nostri due avventurieri prendono la strada del ritorno....e questa é un’altra cosa, perché se i primi 4 chilometri erano in discesa, ora i 4 sono in salita.
Il paesaggio é stupendo, anche la sudorazione dei nostri due che piovono acqua come fontane.
Qualche breve pausa, giusto per bere, scattare qualche foto (ancora?.??), evitare di collassare dove nessuno mai potrebbe raggiungerti e soccorrerti, si prosegue, anche se le gambe sembrano decidere da sole.
Due ore (tabella di marcia standard) e i nostri arrivano stanchi ma strafelici al parcheggio, dove, dopo una bella bibita rinfrescante, un asinello viene a chiedere qualche coccola....ma dov’era quando serviva?
Marito chiede a lei se consiglierebbe a qualcuno di fare la stessa esperienza...e voi, consigliere a qualcuno il Paradiso?
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