20 ago 2015

Adiosu

che poi vuol dire Arrivederci.
Si riparte, si torna a casa e torniamo felici.
Tutto bello, bellissimo, anche lo spaventoso mostro marino che voleva mangiare la nostra nave.
Chissà perchè ci ha lasciati andare...




Nora

o quello che si dice il rush finale.
Siamo all'ultimo giorno, oggi vedremo la cugina Betta e la sua famiglia. Pensate sia una giornata tranquilla e un tantino noiosa? Niente affatto.
Arriviamo a Nora, a sud: ma perchè non visitare la bellissima area archeologica?
"la prossima visita alle ore 12.00; durata del giro: 45 minuti".
In trenino? Il trenino non arriva. perchè non c'è un trenino.
45 minuti di sole a picco, panorama bellissimo, forse anche per affetto di qualche miraggio che si sarà scatenato col caldo infernale.
La guida parla, sorridente, agile, passa e lascia una scia profumata. Noi restiamo sotto vento per precauzione. Se è vero che sudare depura, oggi siamo puro spirito.






Funtana Meiga

che vuol dire "Sorgente d´acqua medicinale" o "miracolosa".
Parcheggio libero sulla roccia a picco sul mare, ci prepariamo a scendere in spiaggia con gli infradito.
Saggiamo il terreno con l'ombrellone per evitare di franare, e poi chi ci viene a ripescare?
Spiaggia deserta. silenzio, noi.




 






s'Archittu

Il nostro capitano, ormai anche esperto metereologo, ha deciso che siccome oggi il vento soffia da nord - ovest, è meglio trovare un porto riparato da un'ansa naturale. Quale migliore meta che s'Archittu! Rotta tracciata.Tempo c'è voluto ma alla fine lo abbiamo trovato!
Come sempre arriviamo e piazziamo l'ombrellone. Rapida perlustrazione e.... mi sa che non è qua.




Dopo una rapida perlustrazione il capinato decreta: mollate gli ormeggi, si riparte!!!
mai accontentarsi di poco quando si può aspirare al meglio.
E finalmente arrivammo alla meta.
Attenti però: qui i pesciolini e le formiche mordono!!!!





Quando sposi un Nikonista...

... sai che la sua Nikon farà parte della dote, anzi è la naturale prosecuzione della sua mano.
Un Nikonista non ti guarda, ti inquadra e ti mette a fuoco; non conta le ore che ti separano da lui, ma i secondi prima dell'autoscatto, che il più delle volte sono pochi e nell'inquadratura lui ci entra appena, ragion per cui deve reimpostare il tutto e correre ad abbracciarti, prima che la Nikon scatti.
Un Nikonista dosa gli ISO e non si capisce mai se sono troppi o troppo pochi, imposta i tempi di apertura del diaframma e solo per lui la luce è un fenomeno che "fa rumore". Cattura stelle, nuvole, flora e fauna (moglie compresa) sulla terra e negli abissi e non crediate che sia finita con il click perchè poi c'è la post produzione dove raddrizza gli orizzonti (mai sia lasciarlo non perfettamente in bolla) e contrasta i colori. Per lui gli obiettivi non sono mete da raggiungere, ma attrezzatura da acquistare.
Non chiedetegli mai chi è il più grande amore della sua vita: vi dirà "mia moglie, naturalmente" ma scommetto che nella mano ha il telecomando dell'autoscatto.
Eppure quando sposi un nikonista ti accorgi che non puoi fare a meno di amarlo, lui e quella meravigliosa macchinetta che in fondo ha fissato per sempre i vostri bellissimi ricordi.




 








PS: e se cercate di fotografare lui, vi sentirete dire: "metti a fuoco" e se il risultato è questo non sforzatevi di fargli capire che avevate paura di essere aggredite da uno stormo di pipistrelli che sicuramente sarebbero rimasti impigliati nei vostri capelli... per lui semplicemente non avete messo a fuoco!


12 ago 2015

Le Case delle Fate

Sscccc....silenzio, non spaventiamo le fatine! All'inizio infatti non le avevamo notate e avevamo proseguito la strada. Le fatine si sa, sanno essere dispettose. Poi...eccole! Da non perdere il grande toro che domina il paesaggio e la bellissima Tomba del Capo (già prenotata). E mentre noi esploravamo (siamo nella necropoli di sant'Andrea Priu, Comune di Bonorva), zia Rina stava amorevolmente rosolando un cosciotto di porceddu che il "Capo" ha gustato di lì a poco.










10 ago 2015

E siamo solo a metà...

Come ridurre una macchina durante le vacanze in terra sarda. A metà strada tra una stireria clandestina - dove magliette e intimo asciugavano mentre noi eravamo sulla spiaggia - e la lampada di Aladino - da cui può sbucare qualunque cosa - Geronimo è stato ufficialmente insignito della medaglia al valore per atti eroici compiuti sul campo.



Al Castello e cena sulla spiaggia

Ieri (9/8) siamo andati a vedere il castello di Sanluri. Unico castello della Sardegna intatto, con tutti gli arredi originali. Al suo interno vi è anche una grande collezione di cimeli della prima guerra mondiale. Abbiamo passato due ore molto interessanti.
Dopo siamo ritornati a Oristano per fare compere e riposare in albergo.
Nel pomeriggio una bella nuotata a Putzu idu. Cera vento ma l'acqua molto bassa aiutava a non avere mare mosso, solo piccole onde non fastidiose. Abbiamo mangiato in spiaggia, perchè l'idea iniziale di una cena in un ristorantino in riva al mare era troppo scontata.
Molta gente é andata via e siamo rimasti in pochi. Molto romantico, con il Sole che tramontava sul mare e i gabbiani che volavano.
Poi mia moglie si é avventurata nel dare da mangiare ai gabbiani. Pezzi di pane che volavano a desta e a manca. Bello vederla felice e spensierata vicino ai gabbiani. Tra i momenti più belli della vacanza. Vederla felice é il mio obbiettivo principale.

.... la scena vista dal gabbiano: "Oooo, c'è una pazza sulla spiaggia che si agita come un cormorano contro un calabrone....ma che fa? E' impazzita? Ma che sta spargendo? Molliche contro vento? Ajò ragazzi, diamole retta così si placa, perchè rischia di inciampare e farsi male." Alla fine siamo stati tutti felici.