Palau. Oggi la direzione ci ha portati alla spiaggia di questo paesotto. Costretti ad emigrare su coste non battute dal mare mosso abbiamo chiuso gli occhi e puntato il dito su Palau. Dito virtuale in una cartina virtuale, ma non entriamo troppo nel tecnicismo altrimenti Marito si esalta ed inizia a parlare di 3d, rendering, mappature e via discorrendo.
Arrivati a Palau, la spiaggia dista un minuto dal centro abitato. Arrivati come sempre in un orario comodo per trovare parcheggi comodamente, abbiamo subito messo i due ombrelloni nel posto strategico, vicino alla duna o verde, in questo modo abbiamo le spalle coperte e nessuno può accerchiarci nel vano tentativo di trovare posto in spiaggia. Fortunatamente la giornata si è presentata senza vento, giusto un leggero vento che aiutata a stemperare il caldo. Mare bello, ovviamente, ma moglie aveva freddo (???) e ha giusto bagnato i suoi piedini per dire che ha assaggiato l’acqua. Marito invece faceva il focone monaco aggressivo in acqua, cercando di imitare il delfino nella su agilità nei salti, ma era più impacciato di un elefante su un tappeto elastico.
Dopo un pranzo fugace fatto del solito panino sardo, ci siamo riposati (marito lèggeva un libro! Moglie ronfava beatamente), abbiamo avuto la felice idea di andare a passeggiare per le stradine di Palau, bello direte voi, si chiude la giornata con una bella passeggiata, gelato, negozi e via. I furbacchioni non avevano fatato i conti con il Sole delle 15:00, che qui in Sardegna picchia dietro la nuca come un toro incazzato a morte. Ansimando marito ha trovato il primo bar con tavolini rigorosamente all’ombra e ha messo su radici. Lemon Soda con ghiaccio e vai a cercare di riprendersi dalle sberle di signor Sole. Dopo il Bar abbiamo provato a passeggiare per le strade di Palau, ma il Sole era il pronto a schiaffeggiarci con i suoi 38 gradi. Ok ok, hai vinto tu Sole. Siamo tornati a campo base subito.
Bella giornata. Si bella.
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