24 ago 2022

A cavallo delle onde

 Ultima giornata libera in terra sarda. Domani sera si ritorna a casa. Tristezza .. ma abbiamo la pancia piena di tutto (non solo del cibo squisito) e possiamo essere soddisfatti di queste vacanze. Torniamo a casa carichi.

Oggi abbiamo iniziato la giornata con il rischio di un flop. Individuata la spiaggia ci siamo alzati come al solito per le 7, panini pronti, acqua, Gunter impostato. Via.

Arriviamo alla spiaggia Di Porto Liscia, spiaggia già battuta giorni fa. Scelta perché protetta dal vento che in questi giorni sferzava sulle coste del Nord. Arriviamo che siamo tra i i primi ma qualcosa non va. Vedo moglie che non era pimpante e a dirla tutta anche marito non era per la quale. Ombrelloni sistemati ma qualcosa non quadra, il mare e il vento non andavano in sintonia. Per dirla semplice, il vento tirava dalla parte sbagliata e il tutto sembrava come una giornata di fine settembre. Brutto.

Non ci siamo fatti prendere dallo sconforto e abbiamo deciso di smontare il campo base e andare ad un’altra spiaggia. Detto fatto. Dopo 10 minuti circa montato il campo base alla spiaggia la Liccia. Ora lascio la parola (tastiera) a moglie perché quello che è accaduto dopo è compito suo.

La Liccia é un pezzo di deserto che sfocia in un mare stupendo. Bello tornarci. É talmente grande che é sempre deserta. Marito rimpiazza gli ombrelloni e lo sguardo corre sulle onde che si infrangevano sulla battigia. Trooooppo invitante. La sabbia é borotalco che ti massaggia i piedi e in acqua é un morbido tappeto. Solo che per entrare bisognava attraversare una striscia di posidonie portate a riva dalla mareggiata. Schifissimo. Ma Lei vuole una bella giornata e corre a prendersela mano a mano al suo maritino. Schifo, schifo, schifo….si tappa il naso….schifo, schifo, schifo, amore ce le ho dappertutto…lui la tira e sono nell’azzurro cristallino. Acqua calda, bellissima. Dai buttati che è bella. Si sì, non voglio bagnarmi i capelli….e bam! Un muro d’acqua si infrange su di Lei che per un pelo non viene scaraventata sull’ombrellone. Capelli bagnati? É un miracolo se ancora ce li ha, visto lo scalpo che le ha fatto il cavallone. Risata e via contro un’altra onda e poi un’altra. Poi si calma un po’ e poi riprende.

Marito le spiega che le onde vanno tagliate dove c’è la schiuma perché vuol dire che si é rotta e ha perso potenza. Mettiti così, le dice. A parte che “così “ sembra un po’ a pecora ma Lei ha le mani strette sul reggiseno che per un pelo non le viene strappato.

Ma le mani sono due, ce ne sarebbe voluta una terza perché un’altra serie di onde per poco non la smutanda. Risate pazze a sistemarsi il costume, ringraziando di non essere stata messa culo all’aria.

Uscire é un’impresa anche perché c’è la battigia di posidonie che ti rimangono addosso. Levamele di dosso, levamele di dosso…

I cavalloni sono stati domati per ben tre volte e stasera, non a caso, il mare é calmo e il senso del pudore di Lei é salvo. Inutile dire che il bagno di casa sembrava una discarica, tanta era la roba stipata sotto il costume. 

Giornata memorabile, le immagini non ci sono, ma il nerd sta già programmando l’acquisto di una cosa pro che può bagnarsi. Lo adoro.

Mai arrendersi, sempre cercare la felicità e non accontentarsi. Costa fatica, ma poi ne vale la pena. E grazie all’amore della mia vita per la sua stretta di mano che mi ha portata a riva ogni volta.

I saluti domani.


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