Sveglia all’alba per poter conquistare un nuovo pezzo di Sardegna.
Andiamo a fare il bagno in una splendida caletta difficile da raggiungere secondo i commenti su internet. Ma noi, dopo Cala Goritze siamo immuni ad ogni difficoltà che la dolce Sardegna mette in campo.
Sveglia all’alba come detto. L’isola di Tavolara (Godzilla per gli amici) dorme ancora e il Sole inizia a fare capolino all’orizzonte.
Ci prepariamo velocemente e siamo subito in sella a Geronimo. 10 minuti scarsi e parcheggiamo nell’unica zona consentita, a Porto Istana. Poi via, scarpinata per 20 minuti. Prima un lungo tratto di strada asfaltata a contemplare le bellezze delle ville che costeggiamo lungo la strada. Poi giriamo a destra ed entriamo un bel sentiero che ci conduce alla meta. Un sentiero dentro la macchia mediterranea, dove nessuna macchina può passare, quindi silenzio e bellezza.
Arriviamo alla spiaggia che ci accoglie con un bellissimo paesaggio. Siamo soli nella spiaggia. Non proprio soli, una signora che abita sicuramente in una delle ville vicine. Salutiamo e prendiamo subito posto.
Be…. Posso solo dire che Moglie si è quasi slogata il dito a furia di fotografare.
E Moglie può controbattere che Marito oggi è stato contagiato dal clic compulsivo perché varie volte ha preso l’iniziativa di fronte a tanta bellezza.
Comunque dopo circa 3 km a piedi per raggiungere la spiaggia, qualcosa qualcosa dovevamo pur dimenticarla. Cosa poteva essere? La crema solare. Ultimi spruzzi, protetto giusto il naso (di Lei) e la capoccia (di Lui) e poi solo l’ombra a difenderci dal sole. Per fortuna non è andata male (ma vedeste ora com’è affascinante Marito col nasone rosso rosso)
Sarà per la tranquillità, per la sicurezza di aver lasciato Geronimo in un parcheggio gratuito, mentre tutto attorno sono fioccate multe, sarà per il timore del ritorno sotto il sole allo zenit, ma soprattutto per la bellezza del panorama, i nostri eroi rimangono sulla spiaggia più delle altre volte. Sempre senza crema.
Alle 16 zaini in spalla e si riprende il cammino di cui Marito non ha detto tutto. Non ha detto del muretto alto più di un metro e mezzo che abbiamo dovuto scavalcare (vi risparmio i particolari della scavalcata di Lei…), non ha detto dei rovi che ogni tanto accarezzavano gambe e braccia o delle pendenze che hanno fatto urlare le ginocchia. Al rientro si cammina a zig zag inseguendo l’ombra. Il respiro si accorcia e la vista di Lei si appanna “per il sudore” secondo Lui, per carenza di ossigeno é sicura Lei.
Ma alla fine ecco Geronimo!!!
Sudati, spompati e felici alla follia.
Chissà chi erano queste 3 sorelle.
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